3 TRUCCHI (SEMPLICI) PER COMUNICARE MEGLIO

Ti è mai successo di dire qualcosa e di non essere capito? O peggio ancora frainteso? In questo articolo puoi imparare 3 modi per migliorare la comunicazione in modo realmente efficace.
Puoi usare questi suggerimenti in ogni situazione, con tuo marito o tua moglie, con i tuoi figli o colleghi di lavoro, con i tuoi fratelli o sorelle e con i tuoi amici. Insomma, puoi usarli con chiunque. E i risultati che otterrai ti sorprenderanno. Verrai considerato come una persona speciale in quanto saprai trattare le persone in modo eccezionale anche nei momenti più difficili e avrai un savoir-faire che poche persone possiedono. Curioso? Partiamo.

 

VERBO ESSERE

hamlet-lego

Spesso accade di sentire espressioni del tipo:

  • Sei uno stronzo.
  • E’ un ipocrita.
  • Sei
  • Sei un bambino.
  • Sei
  • E’
  • Loro sono

Devi sapere che affermazioni come queste minano l’identità di una persona in quanto viene utilizzato il verbo essere per associare un aggettivo al malcapitato. Può accadere che ci siano degli scontri con le persone che hai accanto e quindi a volte puoi rischiare di essere rapito dalle emozioni e ritrovarti a dire cose di cui poi ti pentiresti. Un modo per evitare di incrinare i rapporti con chi ti sta vicino (anche quando i bollenti spiriti prendono il sopravvento) è iniziare a cambiare il linguaggio con il quale “critichi” gli altri. Devi sapere che uno dei verbi che più colpisce nel profondo un individuo è il verbo essere.

Fin da piccoli il verbo essere plasma l’identità di una persona. Quindi espressioni negative collegate al verbo essere possono causare delle ferite profonde nell’animo di chi se le sente dire. Il verbo essere dovrebbe essere utilizzato solo per commenti positivi (esempio: sei bello, sei avventuroso, sei sensuale, sei affascinante, sei una persona positiva, ecc.). In questo modo puoi essere riconosciuto come una persona che, anche nei momenti di burrasca, cerca di mantenere un buon rapporto con chi ha a che fare.

E cosa puoi dire invece del verbo essere quando la critica ci vuole e ci sta, e il malcapitato se la merita?

Ecco qualche frase a cui ti puoi ispirare:

  • Ti comporti come uno stronzo.
  • Hai dei comportamenti da ipocrita.
  • Ti comporti come un incapace.
  • Ti comporti come un bambino.

Sostituendo il verbo essere con l’espressione “Ti comporti…” rendi la critica meno profonda pur conservandone il messaggio. In questo modo puoi limitare i “danni”. Provare per credere.

 

SUPERLATIVI

Quando puoi abituati a utilizzare i superlativi “positivi” per sottolineare le gesta di chi ti sta attorno.

Per esempio:

  • Gentilissimo, mi serviva proprio.
  • Bellissimo questo maglione. Questo articolo di lana fa proprio al caso mio.
  • Grandissima, persone come te migliorano il mondo.
  • Utilissimo
  • Bellissima

Evita di utilizzare i superlativi in modo negativo (esempio: bruttissimo, lentissimo, ecc.) perché il loro impatto, ovviamente, può essere eccessivo.

I superlativi sono uno strumento efficacissimo nella cassetta degli attrezzi di un buonissimo comunicatore.

 

NON

Il suffisso NON non è stato inventato per migliorare la comunicazione. E’ stato inventato per negare qualcosa.

Il problema, o come dico io, la questione da sistemare, è che il NON non viene percepito dal cervello.

Per esempio:

  • NON pensare a una fragola. No, NON pensare a una fragola rossa. Ti dico di NON pensare a una fragola rossa.

Ti faccio una domanda: a cosa hai pensato?

Mi sa tanto che hai pensato a una fragola!!!

Succede spesso di sentire persone che dicono ai propri figli: NON toccare questo! NON toccare quello!

Secondo te il bambino in questione cosa fa? Esattamente: Tocca…

Per comunicare in modo utile dobbiamo parlare al positivo e indicare quello che vogliano e non quello che NON vogliamo.

Per esempio:

  • Pensa a una arancia. Pensa a una mela. Pensa a qualsiasi frutto esclusa la fragola.

Se mettiamo il NON in una frase rischiamo che poi succede quello che non vogliamo.

Per capire ti faccio altri esempi e vediamo un po’ se pensi a quello che il NON nega:

  • NON pensare a un’arancia.
  • NON pensare a un elefante rosa.
  • NON utilizzare le cose che hai letto in quell’articolo.
  • NON toccare la stufa.
  • NON leggere in modo approfondito le cose, tanto NON serve per migliorare la tua vita.

Cerca di trovare nel tuo consueto modo di parlare le volte che utilizzi il NON e cerca di capire se il tuo messaggio otterrà l’effetto desiderato oppure suggerirà al tuo interlocutore l’esatto opposto.

Infine, ricordati che:

La buona educazione può diventare ottima utilizzando delle strategie di comunicazione mirate ed efficaci e che migliorano la qualità della tua vita e di chi ti sta attorno.”

Al prossimo articolo e buona comunicazione.

 

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Michele Piantoni

Michele Piantoni è un NLP Trainer ed Extraordinary Coach e si è formato con Christopher Cowan e Natasha Todorovic in Spiral Dynamics® Assesment Administration and Interpretation. Fa parte del team Extraordinary di Claudio Belotti. È cofondatore dell’Università del Talento e autore dell’e-book “9 passi per allenare il cervello“. È esperto di tecniche di Apprendimento Rapido e di Comunicazione.

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